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a cura di :
Sara :
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Lo Stormo Migrante |
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hanno le ali come cuccioli di Condor
dentro al loro sangue ha germinato il volo dell'antico viaggio percorrono la giungla di cemento con piedi dalle orme parlanti il loro cammino è la spada spiralica avvolgente il tempo adesivo scocciandosi alla compressione con occhi dalle traiettorie annichilenti comprimono e ampliano lo spazio appropriandosi dell’epocale territorio arcano sentiero ormai cosparso di polvere in cui il grigiore soffoca la trasparenza insita al gioco parabolico della diametria ambulante l'eterno Uccello riacquista la sua forza riprendendo del suo regno padronanza fra i culi piumogeni di speme e il marciapiede del sempreverde dove la pienezza soccorsa dell’infinito potere si vendica bilanciamente accordata in tutta l’apparenza dell’acquietato corale hanno fibre tensione mansione questi figli legittimi del Condor padre fra la realtà magistrale dell’illusione penetrante progresso evolutivo barriera stoica d’emarginazione cosmogonica di cui è succube allenamento la pace ad oltranza della sperimentazione sa dove deve andare a parare la schermatura opprimente la malefica cospirazione manipolatrice nel codice spodestato della tacita unione |
nella mostruosa distruzione fuori dal connotativo la simmetria ovulamente equilibrante la Profezia renderà ragione alla complessiva redenzione presentita dentro il loro sangue tutto ciò capita nella pura istanza il Condor resiste insiste e s’avvicina nell’espressione della stranita dimensionalità pure le nostre teste spronate |
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