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Stringerò la museruola all'abbaiare cagnesco della guardia
Nel tempo ambiguo invasore di spazi neutrali alla zona protetta
Proponendomi di non mollare la presa del guinzaglio elettrico
Collegato all'amplesso delle scintille impegnate a concepire
La luce intermittente all'incoerenza pervasa dall'assoluta
Relatività d'assenteismo e presenza del seme fragile ed eterno
Di un'intensa proposta d'intenti assassina e promotrice
Di ciò che concerne tutta l'incomprensibile retorica
Di cui mi ingozzo ora dopo ora ieri dopodomani oggi
Sempre e mai in qualsiasi gesto compiuto o teorizzato
Senza respiro non facendone a meno per privarmene
Stringerò la museruola all'abbaiare cagnesco della guardia
Di questa stupida intelligenza artificiale ed animale
Senza giustizia equa senza peso sulla bilancia
Nella soffocante incoerenza perennemente ambigua d'intenzioni
Figlie bastarde del sangue scroscianti fra le vene
Cresciute da sole sospinte dalla forza irrefrenabile
Cui non si può dar contro senza tradire attese spazientite
D'origini diseredate capaci di un incontrastabile perdono
Incognite variazioni di un'equazione orfana di dati e di fatti
Stringerò la museruola all'abbaiare cagnesco della guardia
Costringente l'io diviso a reprimere la propria inscindibilità
Nella sadica incomunicabilità tronfia di masoch inferocito
Addestramento lucido di un perverso linguaggio invasato
Al solo fine di procurar docilità bestiale a chi soffre come
un cane
Girovagando fra le gabbie della mentalità attonita
Rischiando l'urlo protestante di una trasparenza opacizzata
Divagherò pesantemente nel labirinto del sorvolare e a mani vuote
di diplomazia
Mi arrenderò ad un'inevitabile resistenza
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