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a cura di : Sara :

Claudio Agresta
Da "Almeno io Amo" (interamente autoprodotto)

>sesso nel recesso<

sesso nel recesso più recondito
esibito svenduto mortificato
proposto di nascosto col senso di peccato
spettatori gaudenti sbavanti dai teleschermi
che s'accarezzano il dolore con l'illusione
i corpi formosi levigati divorati dalle occhiaie
e bambinaie in fiore esultano esaltano
la perversione della fantasia repressa
pedofilie interiori s'affacciano da finestre
desiderate
e tutti s'affannano a coprir di sabbia la voglia
ma gli occhi cantano di verità inconfessate
fino a diventare rantoli nel buio della vergogna
si vende! Gente. Al miglior offerente
non ci frega niente di cosa è davvero
importante
li vedo manipolar bambini con mani misere
i profittatori obesi granosi del sapore
nauseante
e poi urlare nelle piazze contro le razze povere

-si compra! Gente. Nel miglior mercato
non importa se chi usi è sfruttato!
Non si fan mancare nulla i signori delle
beneficenze
nei lussuosi ritrovi d'anime pie e buone
che sbafano scopamo tirano ululano nella notte
mentre chi ha scarpe rotte e mani callose
dorme il sonno breve del riposo di schiavo
fatemi lavare con acido corrosivo il disgusto
abbastanza da poter vivere, giorno dopo
giorno, masticando il veleno dell'inferno
che ci sorride beffardo irriverente
vorrei essere un passo sconosciuto di danza
che rende armonia perfetta alla cerimonia
il fiato del respiro di vita che alita nel vento
lo sgomento della delusione la disperazione
del sesso chiuso nel gesso della civiltà