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> Menu M.à.V. < issue #7: CAOtiSmi
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n°7: caotismi
il caos è il liquido amniotico della comprensione... è la condizione necessaria per lo svilupparsi di un qualsiasi ordine; ovvero, il caos è un ordine caotico primordiale... ancora da dividere, da analizzare, catalogare... umanizzare.
Di primo acchito il disordine irrita, ma l'essere umano ha bisogno del caos, ha bisogno di uno spigolo sbrecciato anziché di uno spigolo perfettamente liscio e squadrato... ha bisogno di seguire un percorso irregolare mentre cammina... pur tenendo una direzione.
Gli stati d'animo, le emozioni, sono frange del caos... si possono spiegare, analizzare, mettere in moto, ma non si possono comprendere; in particolar modo, non si può abbracciare pienamente il senso delle nostre pulsioni interne, dei nostri istinti. Tuttavia, la filosofia deve ancora rispondere alle grandi domande... quali: "chi siamo? da dove veniamo?"; ed in qualche modo il nostro mondo interiore come la risposta a queste domande, hanno la stessa matrice.
In chiave entropica l'universo, nei termini a noi conosciuti, sta viaggiando verso il massimo livello di caos... fisicamente, i sistemi, qualunque essi siano, tendono a disgregarsi per aggregarsi nuovamente in nuove forme (ordine/direzione del caos)... lo jing-jang spiega ampiamente questo concetto; il simbolo parla chiaro: il nero va verso il bianco poi, il bianco va verso il nero... è comunque necessario un germe di nero nel bianco, e viceversa, perché lo stesso abbia la possibilità di nascere dall'altro.
Nella realtà pratica il nero, diventa mille altre cose che a loro volta diverranno altre cose ancora... per poi tornare una volta o l'altra al punto di partenza: il nero; ma il livello in cui esso rientrerà in scena, sarà aumentato.
Da questo fatto, si può dedurre che la direzione, ovvero il tempo, non segue un andamento rettilineo, né un andamento raffigurato da un cerchio (andamento ciclico)... la successione temporale degli eventi, segue un andamento raffigurato da una spirale conica... l'origine di essa è la nascita poi ci sono tutti gli altri avvenimenti che la seguiranno... ogni novità che ci "cambia la vita" è una nuova nascita, dunque l'abbandono del livello precedente, quindi un avanzare nella spirale. Essa ad ogni livello aumenta di dimensione, poiché ogni novità, porta con se il bagaglio delle azioni che l'hanno resa possibile (porto sempre con me il ricordo dei miei abbandoni), ogni azione torna sempre, mutata in uno dei livelli successivi... torna in mente l'immagine dell'espansione dell'universo... dal big bang i sistemi si allontanano fra loro come coccinelle su di un palloncino che si sta gonfiando... caos e caso, un anagramma, il caso segue le stesse regole del caos... una semplice regola: da cosa nasce cosa in base alla situazione. CAOS/CASO/COSA>anagrammi/significati idealmente analoghi.
Tornando al concetto espresso dallo jing jang, si può capire che il caso ed il caos, si evolvono partendo da un elemento comunque presente nell'oggetto in trasformazione... caos e caso, fra le innumerevoli scelte, sceglieranno quella possibilità, quell'elemento che più si adegua alla situazione, al momento... perché di tempo si parla e caos e tempo s'intrecciano fra loro, generando mutazione, nascita ed abbandono, trasformazione, ciclicità a più livelli...
L'altra sera chiesi ad un amico mio cos'è il caos a suo parere... Ottenni questa risposta:
"il caos è il minimo inindispensabile per non poter sapere............................."
 
2002 - M.A.V. edithor
 
|es[pre]ssioni-[cao]ti[s]tiche|
 

l.b. - Cut up. da testo già esistente - 2001
Io entrai per primo in scena al tramonto, ma partimmo insieme, ed ancora più indietro spingendoci fino all’orlo per adesso di un millennio o di draghi non avessero mai visti, sulla scena trovammo tracce di poeti sepolti e in dubbio se la comunità li accettasse in quel momento erano diventati tre, quattro, sei. il buon governo è di tutti, ma di un’ erba un fascio non ne vogliamo sapere…e poi molte scene di cemento e buio e fuochi o il marmo o la dolomite furono le mura più lontane tra le dita del resto…tutto questo, tutto il resto finì. Le cose andarono in questo modo o almeno così pare di ricordare. Il viaggio era stato lungo e la brezza mattutina non mi aiutava certo a togliermi un fastidioso male alla spalla e il sapore del caffè si infiltrava dalle narici al cervello senza soluzione di continuità, Visto l’andamento della stagione e il congruente salire degli incassi la capacità di innescare dei meccanismi positivi e la volontà da parte di tutti di toglierci dai guai in un batter d’occhi,Raccomandazioni e promesse erano state bandite, i massaggi erano la regola, l’arte la si desiderava assieme nelle poche disponibilità del momento moltiplicazioni quotidiane ma come resistevano come passeggere come stregate si fermavano accettavano di rimanere sempre così La questione si ripresentò aloha traslocammo in fretta e chi si era visto si era visto non nacquero si disse Amore incondizionato, millennium bug, tramortito da questo zig – zag saltellavo mi ritrovavo prima fra piramidi di giunchi conoscevo il sole la luna la terra tutto a prima vista ma consapevolmente a questo punto esule poi censura ancora zig – zag troppo in fretta dannato rock’n’roll poi il bianco dolce il nero il sapore del rosso L’acciaio non sarà più il delirio metallurgico di questo fine secolo ma ci darà un piccolo slancio verso l’ignoto. Le vertebre per esempio sono il primo sintomo di abbandono spaziale temporale per il teletrasporto e l’impasse che subito dopo si attanaglierà di noi dipende solo dal posto in cui siamo andati a finire. Adesso o poco dopo tutto svanirà perché il tempo che non conosce pause ci dà poche possibilità di sbagliare e il nostro grande fratello a volte anche poco simpatico ma a lui non gliene può fregare di meno, e il vento non fa altro che dargli ragione ridendo ad ogni sua battuta non se ne perde una Da oltre oceano ogni tanto ci mandano dei sogni noi li captiamo durante la notte ci pestiamo con le orecchie tese stiamo lì e ci sentiamo nel futuro guardiamo le stelle come se prima non esistevano siamo un mondo nuovo e non è facile dimenticarlo. La sovranità rimediata dagli USEA ha cancellato il terzo mondo nascente, prima che tracce di futuro si spargessero in aree del globo da sempre più ricche di quello che noi meritiamo.
Pochi hanno visto le visioni altrui se non nel genio e nella capacità di esternarsi della natura ma quando si vedrà al perfezione non dovremo dire altro, ma la moltitudine che ne pensa facciamo un rapido giro di domande:
 - hai una fidanzata?
 - quante ore hai impiegato per arrivare da Londra?
 - sei mai riuscito ad addormentarti sotto la pioggia al di fuori di casa tua?
 - rimarresti qui mentre vado a cercare una cosa?
 - qual è il tuo colore preferito?
 - come si chiama il tuo padrone di casa?
Notizie come queste sono del tutto gratuite non necessariamente ci interessano, ma trovano molto spazio nei vuoti che ci stiamo creando, am come aspettarsi qualcosa del resto siete voi che avete voluto che Bologna perdesse noi non abbiamo niente da recriminare Niente di complicato ha riguardato questo premio,

anukulchandra das... - INTROspection... - 2002


“You have come to fight as a soldier, to save your country, or your people, or your honor. What your environment is, that does not depend on your whim. It may appear in any way, but you have to face that. However complex the battlefield may be, as a soldier you are to approach that. Otherwise you have no real faith in your own cause” .
Shrila Bhakti Rakshak Shridar Dev-Goswami Maharaj

“Without realisation we are not to take action, and with realisation we shall act with tolerance, humility and giving honour to others. Your tolerance will give you miracle results.”
Shrila Bhakti Sundara Govinda Dev-Goswami Maharaj

violle - frammento.0.1 - 2002 : violle@tin.it : > www.violle.it <
 
suonare o battere alla porta
stavolta ci siamo
nulla è tuo
nulla è mio
tutto è temporaneo
tutto è sospetto

nei possibili pericoli

immagini ingannevoli

ho poche armi per difenderti
ma ho un labirintico nascondiglio

le cose vanno distinte

in quanto nati altrove
le cose come vengono
non conoscono alcun lavoro

viene messo a frutto

il produrre realmente è solo problematico
trovarlo altrove risulta economico
 
la parte soggettiva è la più forte
ma il folle
rincorre i piaceri

viceversa positiva

la relazione reciproca
 

però ho finalmente addosso

i frammenti sparsi

del mio piacere interiore

guarendo dal presupposto

violle - frammento.0.2 - 2002 : violle@tin.it : > www.violle.it <
 
... scannerizza una mia cellula...se non hai paura che ti...
...MORDA...
...nota l’alterazione genetica...
...gli artisti e gli autori...del mio marciapiede...
... VUOTO...
...respirano... lentamente ...scannerizza la mia fobia...trova alla svelta una nuova...
...CURA...
...lei si riproduce... lentamente...
...e nel frattempo che riordini le tue idee...
...ti dirò qualcosa di più semplice......respirerò lenta..mente......non pensavo che peccassi ......di cuore e di senno...almeno con me......io non credevo che......avessi potuto... dovuto......ridurti...
...AI MINIMI TERMINI...
... metti la coda tra le gambe e vai...ti sei scordato...
...di accordarti con ciò che circonda...me...
...e allo stesso momento...lei......gioca...gioca....
...ormai hai perduto...ciò che non hai mai avuto......e mai...
... AVRAI...mai!...
...palpa le mie vertigini entra nei miei vortici non mi assecondare mai...
... la lingua mi si srotola lo stress è sempre fervido
mi vedo spesso pallido
...NON MI SOPPORTO PIU’...
...ultimamente non riesco a dormire... ho perso ventiseimila anni...
...per strada......trova un punto fisso......per fermare le mie vertigini...
...per fermare i miei VORTICI...e allora dimmelo tu...
...è solo un brivido...... che non c’è......e l’aria vomita...... intorno a me...
...DENTRO ME...perché non senti che ti dà vita......e l’aria
vomita...
VIVI vivi
MUORI muori
RECITA recita
...senti la mia natura che RIAFFIORA... ...non la senti?...
...la mia natura che ti sfiora......NON LA SENTI?
ma un giorno pagherai!

container47 - R:p - 2002
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LA MUSICA E' UN INSIEME DI RUMORI  PIU O MENO FASTIDIOSI NON SI PUO ' PENSARE LA COSA IN MODO DIFFERENTE SE NOI PRENDESSIMO UNA CANZONE  UNA DELLE PIU BANALI  E CREASSIMO ALL INTERNO DI QUESTA UN CAOS  NE RISULTEREBBE  UNA STRUTTURA PRIMARIA QUALCOSA DI PURO CHE NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON L ORDINE DETTATO DALLE FISSAZIONI UMANE.
 E' COME SE TUTTO CI GUIDASSE INEVITABILMENTE ALLA PAZZIA  MA IL DISORDINE FA PARTE DELLA NOSTRA NATURA E ANCHE DI QUELLA DELLE COSE E  NON OCCORRE NECESSARIAMENTE TENERE TUTTO INQUADRATO COME SE DOVESSIMO RIPORRE LE STRUTTURE IN SCAFFALI,LA MUSICA   COME TUTTO NASCE CONFUSIONARIA SENZA IL MINIMO INTERESSE PER L ARMONIA  NON CE' BISOGNO DI DARE ORDINE  A CIO' CHE NON CE L HA    ANCHE SE LA MENTE  LO RICHIEDE  PER PAURA  DI DOVER AFFRONTARE DELLE SITUAZIONI EMOZIONALI DICIAMO "STRANE " MA PIU CHE ALTRO DIFFICILI   .       NESSUNO VORREBBE ASCOLTARE UNA MUSICA CHE LO FACCIA SOFFRIRE  AD ESEMPIO , E DA QUI NE TRAIAMO UNA SORTA DI AUTOLESIONISMO   COSTRUTTIVO   DIFFICILE DA AFFRONTARE AL PRIMO IMPATTO MA ALTAMENTE UTILE PER  CAPIRE  IL PROPRIO IO.
E' QUESTO CHE CI GUIDA A VEDERE LA CANZONE STESSA COME  FOSSE UN LAVORO  ALLA STATO PRIMARIO PRIMA ANCORA CHE LA MENTE UMANA POTESSE CONTAMINARLA CON LE SUE REGOLE CHE TROPPO SPESSO ROVINANO OGNI COSA IN QUESTO MODO  LA STRUTTURA LASCIATA LI INERME SENZA RISULTATI LOGICI POTREBBE ESSERE MANIPOLATA DA OGNI SINGOLO SOGGETTO CHE SI PRESTI ALL ASCOLTO E DA LUI CONSTRUITA A SUO MODO  OPPURE DEMOLITA  MA NON RECEPITA DIRETTAMENTE COME  FOSSE UNA LEZIONE IMPARTITA    NON A CASO E' IL CAOS CHE CREA  E CHE DA ORIGINE ALLE COSE   IL CASINO SPAZIA IN UN CAMPO INFINITAMENTE PIU VASTO RISPETTO ALL ORDINE .E ANCHE MOLTO PIU' INTERESSANTE.

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  n°7: caotismi - marzo - 2002   
...lemozionimuiono...trascinandosi chi le prova...sfiorendolo fuori stagione...