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Menu M.à.V. < issue # 20 e qualcos'altro: la prevaricazione
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AAAEIILLMRRTTUV +
due spazi =
MAIL ART VIRTUALE
è
strano guardare le cose e vedere come possano legarsi insieme pur
passando attraverso esperienze e modi diversi.
Quasiviola, un mio caro
amico, è affascinato dall'idea che "ciò che unisce è qualcosa che
manca"; è convinto che l'ambiguità delle cose corrisponda ad un
tutto, un tutto opportunamente diviso allo scopo di riconoscere
senza effettivamente capire. dunque le differenze sono riconoscibili
da ciò che manca o da ciò che unisce?
"ciò che unisce è qualcosa
che manca", quando la porta che chiudi e la porta che apri, quando
la negazione è la conferma, quando rimbalzi da una parete all'altra
della stessa stanza e ti senti dinamico, quando le radici sfuggono
per direzione dai rami, quando ciò che sei è quello che credevi
d'essere.
il nostro sangue è ambiguo.
eppure funziona all'interno di un sistema unitario che trova ragion
d'essere nel conflitto continuo.
ho riportato qui sotto
alcuni testi che Quasiviola trova congeniali alla sua idea: anelli
diversi di una stessa catena/collana dove il primo anello si congiunge
all'ultimo trovando unitarietà soltanto nel reciproco conflitto.
"la felicità è desiderare
ciò che si ha."
Ennio Flaiano
Le forme umane di organizzazione
sono convenzionali e si esprimono in una forma convenzionale. Ciò
a cui attribuiamo valore è soltanto ciò a cui abbiamo attribuito
un volore. Ogni tipo è sempre pensoso ad essere il proprio stereotipo.
La mancanza di grosse differenze qualitative corrisponde alla mancanza
di differenze qualitative. L'arte si riduce al suo dato di fatto,
ed il suo senso è in questa riduzione. Non ci sono condizioni da
raggiungere, quanto da realizzare con la propria semplice presenza.
Un'opera d'arte è superata dalla presentazione della sua struttura
e dalla messa in discussione di tale strutttura. Contiene in sé
più che l'apologia del proprio successo la genealogia della propria
obsolescenza. Ogni nuova idea dell'arte in quanto idea sarà
soltanto un'idea e in quanto nuova sarà soltanto nuova.
Massimo Grimaldi
Vi è solo un dogma nella
magia, ed è questo: il visibile è la manifestazione dell'invisibile,
ovvero, in altri termini, il verbo perfetto è, nelle cose percepibili
e visibili, in proporzione esatta con le cose impercepibili ai nostri
sensi e invisibili ai nostri occhi.
Eliphas Levi
Trilogia
di San Francesco:
uno.
i giochi dei bambini sono
inutili.
non preparano alla vita.
in questo esprimono il
massimo della libertà.
Dio, ad esempio, è bravissimo
a mosca cieca, non si fa beccare mai.
due.
i tiepidi di spirito sono
insopportabili, insopportabili sono coloro che cercano il modo,
quelli dell'esercizio.
la spiritualità può essere
solo esperita, tentare di comprenderne i meccanismi è lecito ma
rende immobili.
questo è il destino dei
due apostoli al bordo della strada.
tre.
i miracoli sono meravigliosi
se ci si crede.
la parola che nomina dà
forma alle cose, le rende possibili.
quando qualcosa ha un nome
occupa uno spazio, le cose senza nome hanno il potere di uccidere.
a proposito di miracoli:
se non è tempo di fichi, è inutile cercarli sotto le foglie, qualcuno
avrebbe dovuto dirlo a Cristo. è un uomo pericoloso quando s'incazza.
Alex Cecchetti
ieri ho sognato, in una
zona di questo spazio, dei punti. sette, per l'esattezza, gravitavano.
la loro posizione sembrava casuale, ma il loro insieme era qualcosa
di intenso e valido, il loro progressivo apparire era lieve e quasi
impercettibile. lentamente ne capii le dimensioni. per qualche movimento,
mio o loro, in quelli che prima erano dei punti incominciai a riconoscere
delle forme, anche se ancora a fatica. il loro disegno mi si si
presentava lieve e quasi impercettibile. da certi dettagli riconoscevo
una qualità di idea e di esattezza. ogni oggetto aveva un movimento,
si muoveva nel modo e nella direzione che riteneva individualmente
più belli. apparivano estremamente raffinati. allora ho immaginato
un suono, e senza sentirlo l'ho fatto passare attraverso tutte le
diverse forme, quasi a dargli senso.
Alessandro Ceroli
"che tu possa avere
ciò che desideri e che tu possa desiderare ciò che hai."
antica maledizione gitana
2004 | fG / Quasiviola.
ilmiosegnalenarra
l'ambiguo
| apomorfina | cortissimometraggio
|
le viene in mente_____________poi le passa. a cosa avevo pensato? si gira nel suo stesso letto, di lui. troppo stretto, troppo contatto sprecato per starci qui addosso senza farci niente. un male improvviso copre il fianco e l’ostaggio. decide, si alza con il minimo rumore. scalza sul pavimento e sul tappeto, sente il vetro di ciò che sta toccando e poi il ruvido e l’intonaco. le viene in mente__________poi il ruvido le passa accanto. a cosa aveva esitato? si avvia verso il margine migliore, accende spegne, vive solo in questo momento, dorme. si siede. vorrebbe tagliarsi le unghie perché proprio in questo momento le sente formicalore, quando crescono, increspano il lato di pelle. decide di prendere parte all’arredamento, se voglio mi chiudo in un cassetto. invece ne apre uno e non ci sono io dentro, si stupisce. medicine. soffre di qualche malattia che non abbiamo condiviso? un tubetto che tiene sul fondo, spremuto al centro. una pomata. altre pasticche nella scatola. cerotti. ne scarta uno, per quale ferita? si procura una ferita. le viene in mente____________poi smette di sicuro. chiude il cassetto. si trova da sola. ritorna al suo letto, di lui. lui non c’è, si è alzato, quando? non l’ho visto, non posso non averlo visto, eppure non ha aperto la porta, non ho sentito nessun rumore. è chiaro, è ancora qui dentro. mi osserva, anzi sento perfettamente il rumore dei suoi occhi e della pelle che strofina. è alle mie spalle, cosa crede che io faccia? e quanto tempo è passato. non ho una scusa, non riuscivo a dormire. passano interminabili silenzi, meglio attendere che lui si rimetta a letto, poi io lo stesso, farò finta di niente. intanto quella ferita continua il suo sangue e adesso che ci penso brucia. ecco che cosa mi era venuto in mente. voglio stendermi. ormai non ho altre scuse, mi vedrà, si chiederà perché, io non saprò che rispondere, lo prenderò in un abbraccio e scivolerò lungo i suoi stimoli, lo prenderò per il brivido, lo soffocherò in una pozza di saliva, non gli darò tempo e giungerò presto al suo desiderio. mi alzo, mi avvio verso il letto, sicuramente ora mi riprende. no, tace, e mi gela tutto l’umido che avevo preparato. sono sul letto, lui non c’è, è lì da qualche parte che mi sta osservando. non dice niente? è lì lo sento, mi infilo, mi copro. che cosa c’è che non va tra noi? stagno il sangue che ancora ravviva la ferita, sul lenzuolo. ma i movomenti sono piccoli e talmente lenti che non mi muovo. ho la percezione nitida del niente in cui mi trovo dentro, qui in questa camera tutto è assolutamente niente. lui solleva la coperta e piano si adagia nel letto. è un peso che crea un profondo involucro e io ci cado dentro, mentre lui si sdraia io ne vengo risucchiata, giù, immobile, come un pezzo intero. nient’altro le viene in mente.
| Qv | tre cose | 1/2.
da quanto non passavo una
serata in casa?
tanto da scordare il freddo
di queste stanze.
tanto da ricordare quant'erano
calde ai miei occhi un tempo adolescenti.
e vedere.
le pareti trasudare ora cose che
non mi appartengono più.
erano le icone del mio essere.
non è rimasto niente di quel periodo,
se non l'effige di un'autorappresentazione.
locandine.
disegni. foto.
qualche cartolina arricciata dall'alternarsi
delle stagioni. sullo stipite della porta.
qualche libro. di cui ho scordato
il contenuto.
riaprire quei volumi significherebbe
sanguinare.
qualche vecchio quadro mio. di cui
ho scordato le motivazioni.
e dunque quell'intimità
che giustificava l'esistenza precedente non ha più
ragion d'essere.
sicchè, penso ora, delle scarpe che
ho usato e consumato e buttato, conservo le scatole ancora
integre.
vorrei che le mie stanze non rappresentassero
la stratificazione di ciò che ero e di ciò a cui mi aggrappo.
c'è una foto qui, vicino allo schermo. mi è stata regalata da poco.
vorrei
che le mie stanze non rappresentassero la stratificazione
di ciò che ero e di ciò a cui mi aggrappo.
la guardo e sorrido.
vorrei
che le mie stanze non rappresentassero la stratificazione
di ciò che ero e di ciò a cui mi aggrappo.
mi è stata regalata da poco. simboleggia
forse una nuova alleanza. forse
una nuova dimensione.
porto una mano sulla testa. agito
le braccia.
perchè non
c'è niente di nuovo. la forma e la sostanza in quella foto è
la stessa di prima.
cerco i fili di Dio. li cerco per
strapparli ed arrangiarmi un pò.
ciò che c'è
di nuovo è forse il modo.
ma terrò in tasca i bandoli. si sà mai che.
o qualcosa nell'aria.
qualcosa
che sfugge al controllo.
3.
queste sono le ore del panico.
sono le ore dell'impatto, dopo esser
caduto per tutto il giorno.
la notte, la mia deviazione, la
mia ossessione
il tempo dei piatti sporchi rimasti
sul lavello.
il tempo dello sporco che attende.
perchè dopo aver consumato ciò
che c'era, rimane soltanto lo sporco da levare.
la notte, la mia Dea, la mia
attitudine.
queste sono le ore del panico.
queste ore sono la sedia
su cui ti siedi ad osservare i piatti sporchi rimasti sul lavello.
e lo scarico è otturato ma ancora
non lo sai. eppure, ottimisticamente, lo credi.
e l'idraulico è impegnato altrove
ed ancora non lo sai. eppure, ottimisticamente, lo credi.
la notte, la mia chiave, la mia
certezza.
queste sono le ore del panico.
dopo aver sofferto il sonno
per tutto il giorno, non potrai dormire così facilmente.
queste sono le ore del panico.
quando la maglia diventa una
seconda pelle sotto il peso del sudore.
quando trattieni a stento la
tua parte malata.
quando avverti nell'aria qualcosa
che ti fa ribollire il sangue.
quando aspetti qualcosa che sai,
arriverà.
quando sai, hai aspettato troppo.
quando anche le pareti sudano
e senti un viscido rumore in fondo, nel culo della tua testa.
quando t'accorgi che niente potrà
ancora fermarti.
quando t'esplode il petto nell'urlo
che trattieni.
allora queste,
queste sono le ore
del panico.
finito di scrivere ora:
alle due passate;
la notte tra il nove
e dieci marzo duemila e quattro.
dedicato a miei pochi,
intimi osservatori.
| wok3 | brevissimapoesia
|
#####################################################
Blu e merda semplicemente blu, e poi merda intorno. ##################################################### | Monica V | ... |
I -
Stessa ora
Impaziente lago di colori,
l’edera stringe, luoghi nascosti e impigliati è freddo, brucia
il freddo, agglomerato, nel buio bagnato di sagome indifferenti
chiuso fuori, chiusa la bocca, esplosione di macchie, eco poco malleabile,
struggenti, vecchi rottami, illuso, una bocca in decomposizione,
parole in decomposizione. Altro. Più pesante, dissolvere la sola
esistenza i muri sono oltrepassati. Carezze troppo vulnerabili.
Crollano le nuvole investono le mani occhi blindati bulloni nei
petali di fiori imbalsamati la nebbia densa e maculata dal calore
di qualche uomo che cammina sopra i bordi una donna è pallida e
sola luce debole e fissa sopra la testa tutto è spento anche oggi.
(26/12/03)
II - Uomini nudi sulla mano
Passi pioggia vento fango
rumori viscidi suoni di melma e fumo passi violente danze intorno
fuliggine biancastra, date numeri non ricordo i numeri volteggiano
frasi incompiute ho segnato sul mio corpo un nome.
Ricordo i baci nella mischia
di uomini affamati bestie assetate di bagordi bestie rumorose sognavo
una lama che emanasse luce rossa. Tumulti rabbia che non ride la
signora è stanca io posso dormire posso tacere il mio corpo tace,
la rabbia mi violenta sviscero ultime parole Sono stanca di accogliere
altri corpi.
Il peso è pioggia che scava
la pelle la carne è viscida e morta bagnata resta solo bagnata.
Sogno una lama che emani luce rossa, la mia mano Lascerò il resto.
(31/12/03)
III - Nel mio grembo
Con forbici taglienti lame
sono penetrate in fondo al mio cuore ghiaccio fuso
Ho nascosto mani nel mio
grembo volevano altro sangue altre luci vibrazioni discontinue Corro
le voci slittano gli occhi non si fermano senza piedi un muro oltre
il quale non poter andare.
Anche oggi si schiude privo
di sudore barcollante e febbricitante volubile nel suo aspetto carnoso
mi appare sventrato e riverso sul terreno. senza un fiore.
Le mie mani hanno il vuoto
dentro.
(01/01/04)
| Cyberzone
| citazione in omaggio a Wittgenstein |
Tutto ciò che vediamo potrebbe anche essere altrimenti. Tutto ciò che possiamo descrivere potrebbe anche essere altrimenti. Non v'è un ordine a priori delle cose. | MaV experience | segnalazione materiali testati in redazione | uno
| EV@SION, le e-mail del libero pensiero | la mappazza |
E' fuori "LA MAPPAZZA"
Libello + CD-Rom + CD-compilation Nel Libello:
I racconti "Birreria" e
"Vieni come sei" di Francesco Valacchi, "La luce al di là
del Buio" di Giovan Giuseppe Tuccillo, Poesie di Elisa di Bernardo,
fG (MailArt), Nicola "emo" Stradiotto (MailArt).
Nel CD-Rom: Sezione "La Mappazza" - Emozioni a cura di Gianni Donaudi, Poesie di Serino Felice, Immagini di Alberto Sordi, Disegni di Claudio Parentela, Manifesti di Pace, Locandine Anarchiche, Foto, Satiricom, Fantasy. Sezione "La Sputazza" - gli arretrati di ev@sion, il meglio della catena di S. Libero, libri, MP3, Raccolte (Video/file inutili, Vignette, gif, clip-art, locandine, midi). Nella CD-compilation:
Turk 182, The Rancidos,
Claudio Fusai, Myricae.
Non vedete l’ora di averla? Inviate un libero contributo
o scambio di materiale o messaggio al nostro indirizzo:
Progetto Siderurgiko, C.P.
82, 85028 Rionero, Pz
due | AMS CX
700 |
questo è l'unico riferimento
sul mittente della busta che mi è arrivata a casa.
all'inizio, da buon occidentale ho
pensato ad un attentato ma poi ho visto che si trattava di un innocuo
cd-r.
dopo l'ascolto ho
capito che si tratta di una bomba davvero.
premetto che AMS CX 700
è la sigla di una protesi che potenzia le prestazioni sessuali maschili.
cosa contiene di così esplosivo
il cd-r?
si tratta d'una sorta di
"blob" (che l'autore chiama "audiocrash"), fra spezzoni di brani
musicali e frammenti di frasi recuperati da programmi radiofonici,
film, comizi elettorali e chissà dove altro ancora.
il tutto riesce a
decontestualizzare il senso originario mettendo in luce l'assurdo
nascosto nel potere mediatico persuasivo.
in particolare AMS CX 700
mette in evidenza la necessità dei media nel diffondere la paura;
esplora in soli 13 minuti, tutto l'interesse del quarto potere nel
creare una situazione diffusa di terrore e tensione allo scopo di
provocare uno stato di confusione. cosa c'è di meglio di una moltitudine
spaventata e disinformata? nulla credo.
tecnicamente il missaggio
è perfetto (tutto il cd è il risultato di accostamenti totalmente
contraddittori eppure coerenti), ed il lavoro nel complesso è frutto
di una ricerca non indifferente: trovare i pezzi giusti, darne un
senso compiuto organizzando un linguaggio ancora da definire, il
tutto improntato su una presa di posizione non dichiarata che vuole
semplicemente mostrare le cose, senza mancare d'ironia.
traccia 8: una voce maschile
neutra che immagini stia parlando in un talk show entra e dice:
si cerca di buttare la gente nella confusione... frase
interrotta da un brevissimo spezzone di un pezzo dei system
of a down con chitarre frammentatissime e
batteria in controtempo, interrotto quasi subito per riprendere
con la stessa voce di prima che dice: c'è qualcuno che
ha interesse a confondere sempre di più... e giù di nuovo con
lo stesso pezzo dei system nuovamente interrotto dopo qualche battuta
con la voce di prima in tono di rimprovero: non cadiamo in questi
tranelli... ed infine entra un'altra voce tratta forse da un
film che risponde: ah, fatti 'na sega...
all'interno della busta
oltre al cd-r c'era un biglietto che specificava i titoli dei pezzi
e soprattutto questa dichiarazione: i pezzi contenuti in questo
cd potranno essere copiati smembrati frulllati assemblati e perchè
no anche distrutti.
ciò che rende tutto
ancora più intrigante è la volontà dell'autore/i di restare anonimo
(chissà dove ha trovato l'indirizzo fisico di MaV). perciò oltre
alla realizzazione di un prodotto di ottima qualità tecnica dal
contenuto esplosivo, vi è l'ideazione di una operazione del tutto
coerente.
non male, vero?
| links |
www.benzoworld.com : webzine.
www.trovarsinrete.org/concorsosm2004.htm
: concorso "scrittura mutante 2.0", rivolto a chi ricerca nuove
forme espressive attraverso la scrittura.
mail
art virtuale - numero venti sei - marzo duemila quattro.
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