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Menu M.à.V. < issue # 19b: bonustrack_nel retro
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elautriv tra liam.orter len <<<<<
il
libro | estratto dal progetto parallelo
"scansioni" |
oggi ho comperato
un libro. non saprò mai cosa ci sia scritto.
e che argomento si tratti
in questo libro.
un vocabolario,
credo.
avevo visto una bancarella in piazza e un cartello
con scritto:
"libri a metà prezzo".
incuriosito,
mi ero fermato a rovistare
fra le pile di carta rilegata.
una sezione era costituita da testi
in lingua originale.
ne avevo preso in mano uno. a caso.
il volume al contatto con le dita, un rumore simile ad un pugno sul petto.
la copertina di robusto cartone, rivestito di finta
pelle.
marron scuro.
i nomi degli autori ed il titolo a caratteri dorati.
l’odore di muffa.
le pagine ingiallite, soprattutto
nei bordi.
qualche macchia di umidità.
le parole dai caratteri incomprensibili,
russo forse.
cirillico. mi avevano detto.
non saprò mai cosa ci sia scritto.
tranne una data: 1976.
dentro quel libro c'è tutta la mia
immaginazione.
ed una sola certezza.
![]() fG
| come promesso. terza e ultima parte del
racconto breve di MT. più alcune "bonus track". | nel
retro
| marco todescan | terza/ultima
parte |
- 8 -
Mancavano ormai tre giorni
alla partenza.
La vacanza era andata dacisamente
bene, ma mancava qualcosa.
La famosa sorpresa non era
arrivata, e Morgan sembrava aver rimosso il pensiero.
-"Marco….c’è da
andare in paese a fare la spesa, prendi la Jeep e vai.
Io e Tyler vogliamo stare soli,
intesi?"
So che la domanda di Morgan
non prevedeva risposta.
C’erano stati degli intesimenti
fra loro negli ultimi giorni e non volevo certo trovarmi in mezzo a
delle liti tra amanti.
Inoltre non capivo un cazzo
di quello che dicevano quando litigavano in quanto lo facevano in inglese
e purtroppo, io oltre il canonico: "hi my name is Marco and i came from
Vicenza.."non riuscivo a spingermi, figuriamoci capire due incazzati.
Quindi presi e andai.
Nel paese c’è solo un
alimentari degno d’essere chiamato tale.
Come un bravo bimbo avevo la
mia lista e facevo i conti su quanto potevo spendere per ogni cosa.
La cassiera, una simpatissima
vecchietta sugli ottanta, mi fissava in continuazione, credo attirata
dai tatuaggi, che sono il mio cavallo di battaglia per conoscere le
tipe, ma non mi sembrava la situazione adatta.
Fatto sta, che perso tra la
maionese, la marmellata di more e il cannonau(circa una bottiglia a
pasto!!)non mi accorsi della presenza di una splendida ragazza.
Alta, formosa, occhi scuri,
capelli corti, neri e corvini.
Con in mano anche lei una bottiglia
del famoso vivo sardo.
Ci scrutammo, ci sorridemmo,
e tutto finì li.
Uscì prima di me, prese la
sua bicicletta col cestino e sparì.
Che coglioni!
Perché non ho tirato fuori
le palle per andarla a conoscere?
Cazzo me ne fregava, sono distante
da casa, sto bene, c’è il sole, sono giovane, bello intelligente
e soprattutto surfer….ma che cazzo!
Dopo aver sorriso alla bellezza
alla cassa e certo del fatto che se avessi avuto una sessantina d’anni
in più sarebbe nata una bella storia con lei, guidai nervosamente fino
a casa, entrai, posai le borse sul tavolo e bang!!!!!
Ma chi cazzo aveva avuto la
brillante idea di lasciare un’altra borsa della spesa per terra,
seminascosta da una sedia?
Fatto sta che imprecai i vari
santi del paradiso, ringraziandoli poi di aver rotto solo le inutilissime
uova e di aver recuperato il cannonau.
Uscii dopo aver pulito per
terra e vidi sulla mia sdraio a prendere il sole la stessa ragazza dell’alimentari.
Nooooooo!Lo stronzo del Morgan
mi aveva fatto proprio una sorpresa.
Avrei giocato un testicolo
che lei era Elena.
Mi avvicinai e pensai tra me
e me, scatta l’operazione "fiocco"!
Premessa, il "fiocco" in vicentino,
è il l’abbordaggio e il successivo arrembaggio finalizzato al
chiavo nei confronti di una donna che molto probabilmente non si rivedrà
più!un parente prossimo della cosiddetta "sveltina".
Nella mia testa pensavo: tattica
"Ascolto": falla parlare, conoscila, coccolala, dimostrati fidato e
poi colpiscila senza pietà!
Arrivai davanti a lei, si tolse
gli occhiali e con una voce sorprendentemente sensuale mi disse:
-"Ciao. Sono Elena, tu devi
essere Marco, so praticamente tutto di te! Vorrei conoscerti meglio,
Morgan mi ha parlato tanto.
Raccontami! Vorrei che mi parlassi
di te….."
Allora, fermi tutti.
Cioè questa, molto probabilmente,
voleva usare le mie stesse armi!
Ecco qui, le donne forti del
duemila, che usano l’uomo e lo gettano via.
Fan culo, terrò alta la bandiera
del maschio e poi come diceva il grande John Belushi."quando il gioco
si fa duro…i duri iniziano a giocare".
E quindi giocai.
Passai uno dei pomeriggi più
interessanti della mia vita.
Ero di fronte ad una persona
uguale a me, con stessi gusti e carattere, con esperienze passate molto
simili e la stessa voglia di rivincita e di vendetta.
Con in mano una rosa e nell’altra
un coltello.
Degli altri due nemmeno l’ombra.
La sera cucinammo, parlammo
di libri, dei genitori, di sesso, di droga e rock’n’roll,
di noi, del SURF, soprattutto, di Brescia, di Vicenza, dell’università
e di tanti altri cazzi.
Parlammo, parlammo, parlammo
e parlammo.
Lei era un misto tra una femme
fatale con ancora le paure e i timori di un cucciolo appena svezzato.
Una pantera che forse ancora
non conosceva le sua armi ma si limitava a giocare e a tirar fuori le
unghie.
Forse ero innamorato e ne ebbi
la consapevolezza quando ci fu il momento di andare a letto.
-"Beh, andiamo a letto…"dissi
Lei mi guardò un po’
sorpresa.
-"Volevo dire tu nel tuo e
io…."
Era già scoppiata a ridere.
Il pregio di essere un po’ impacciati sta nel fatto che fai ridere
amorevolmente le donne: la vera arte sta nel colpirle al momento giusto.
Presi le palle in mano, inteso
come coraggio e dissi:
-"Vorrei passare la notte con
te…"
Lei senza dire nulla andò in
camera mia, con un espressione tra la Gioconda e la Venere di Milo.
Ci sdraiammo sul letto e……
Iniziammo a parlare, a ridere
e a confessarci le cose più assurde.
La baciai, come mai avevo fatto.
Con una delicatezza e soprattutto
con un rispetto che non erano proprio consoni a me.
Ma così fu!
E la notte continuò così, intensa,
veloce, dolce e misteriosa.
- 9 -
La mattina seguente mi svegliai
con lei abbracciata a me, come in cerca di protezione.
Non mi ero ma sentito così,
bene.
Mai con Barbara avevo provato
una cosa così intensa senza, oltretutto, fare del sesso.
Il fatto che Elena mi avesse
parlato dei suoi problemi familiari e di altri cazzi era come se mi
avesse affidato parte del suo cuore, e xDio, l’avrei custodito
gelosamente!
Anche questa volta Morgan aveva
visto giusto.
A proposito, dov’era?
Ormai erano le 8 della mattina.
Ero stato svegliato dal temporale
che si stava per avvicinare.
Il cielo era carico e sembrava
che stesse per iniziare l’apocalisse; il mare era in collera e
non filtrava quasi luce dal cielo.
Ad un tratto entrò Morgan.
-"Vestiti! E’ arrivato
il momento"
-"Momento per cosa?"
-"Sveglia, la sorpresa di cui
ti parlavo…."disse
-"Hey ma non era lei la sorpresa?
Io credevo che…!
-"Beh hai creduto male. Qualsiasi
cosa sia successa stanotte è tutto merito o colpa tua!"
Sorrise e uscì via.
Mi preparai nel minor tempo
possibile.
Niente colazione e via in macchina.
Morgan era pensieroso, forse
preoccupato.
-"Forse sarà pericoloso. Ma
io entro, tu fa ciò che ti dice l’istinto! Poi c’è un’altra
cosa.."
e fece una pausa, indeciso
se continuare.
-"Sai Marco, mi nonno era sardo.
Fin da piccolo mi raccontava di un posto a Nord-Ovest, rinchiuso tra
due enormi pareti di roccia. Una baia naturale in cui si incontravano
i venti da Nord, da Est e da Ovest. Un posto con onde sopra i tre metri,
con scogli a pelo d’acqua e venti fortissimi.
Un Eden per ogni amante delle
onde, raggiungibile attraversando a piedi uno stretto viottolo tra le
colline, tra i dirupi, con tutta l’attrezzatura in spalla.
Con un salto di un metro da
compiere tra una sponda e un'altra, con un sacco di difficoltà, insomma."
"Io ci sono stato giorni fa,
ed è proprio così!!!
E’ il nostro secret spot,
e nessuno dovrà sapere nulla.
Nessuno che non apprezzi il
mare come noi, ben inteso.
A qualche altro fratello surfista
degno, si, ma il resto….la massa, degna di riccione o delle spiagge
affollate della Costa…… a coloro che considerano il mare
la pattumiera del mondo e che credono di essere i padroni, nada….un
calcio nel culo. E’ tutto chiaro?"
Le sue parole sapevano di solenne.
Non dissi nulla. Non ce n’era
bisogno.
Posso solo dirvi che il viaggio
in macchina durò due ore circa.
E che quello a piedi, altrettante,
con tutte le difficoltà descritte, in più pioggia e vento.
Ormai era quasi l’una,
e fatti gli ultimi metri in discesa dietro degli arbusti bellissimi
quanto fitti avremmo dovuto vedere la baia.
Arrivammo e……..era
meglio di come l’aveva descritta.
- 10 -
Sembrava che l’uomo li
non fosse mai giunto.
Che non avesse mai portato
la sua smania di grandezza e che soprattutto, non avesse mai mostrato
il suo lato peggiore: rovinare e violentare la Natura.
Questa volta era più di una
semplice session, era il motivo di tutto il viaggio.
Della partenza, dei discorsi,
della passione.
Morgan era già in acqua e il
solo vedere i suoi occhi che esaminavano le onde mi faceva capire non
sarebbe stata una passeggiata.
Come al solito, mi mossi con
calma, infilai la muta, i calzari, stesi la paraffina, feci i miei scongiuri
che non svelerò. E entrai.
L’acqua era gelida, circa
10 o 11 gradi, il vento era poderoso, tra il rumore delle onde e quello
del vento sembrava di diventare sordi, provocavano quasi uno stordimento.
Non mi ero trovato mai di fronte
a mostri di 3 metri, forse 3 e mezzo.
Tutte le volte che cercavo
di remare venivo respinto all’indietro; dovevo stare attento poi
alle correnti sotteranee, forti e traditrici ed infine, in questo girone
dantesco, agli scogli, posti a semicerchio, come se la cosa non fosse
stata casuale, come se qualcuno si fosse divertito a delimitare la baia
con questi massi, come i confini di un campo.
Morgan stava scaricando tutta
la sua energia.
Prese un paio di onde perfettamente,
cercò anche di tubare, ma frangevano troppo velocemente.
Sentii come un campanellino
nella mia testa.
Driiiiinnn. Svegliaaaa.
L’onda che stava arrivando
era per me.
Sembrava che intorno ci fosse
il nulla.
Un deja vu?
Cosa dovevo capire ? Ma
si, il mio sogno.
Iniziai a remare, verso la
direzione di chiusura, quando sentii che stava crescendo mi inginocchiai
sulla tavola, prima la sinistra, poi la destra……wow
Ero su!! E stavo anche viaggiando.
Mi voltai come per istinto
a cercare lo sguardo di Morgan, lo trovai e ci capimmo.
Mi urlò qualcosa ma non era
importante.
Piegai le ginocchia, tesi i
muscoli, spostai il busto e strinsi le chiappe.
Era la mia onda, era il mio
momento e nessuno me l’avrebbe tolto.
La magia stava per finire,
e dovevo stare attento agli scogli; curvai, e mi gettai in acqua, ma
prima di farlo, unii le mani a modi preghiera per ringraziare l’Onda
e mi lanciai.
La fantasia inconscia era diventata
realtà.
Una volta uscito dall’acqua
Morgan si complimentò e mi chiese cosa provavo e se volevo riposarmi.
Risposi che volevo continuare
e che non ero appagato.
Non fu d’accordo, disse
che il mare stava diventando troppo pericoloso, ma ormai ero già rientrato.
Feci tutto come prima, ma non
sentii il campanello, né qualche strana sensazione.
Brutto segno.
Appena iniziai a remare, l’onda
mi scavalcò, inghiottendomi.
Andai a fondo come un peso
morto, mentre la mia tavola veniva alzata dalla furia.
Il leach si stava intesendo.
Mi feci forza e cercai di risalire,
dopo 3 o 4 secondi riuscii a mettere la testa in superficie, ma successe…..
Sempre il discorso che vi facevo
riguardo al destino.
Successe che in quel momento
il leach si tirò completamente e per reazione la tavola venne tirata
verso di me.
Nel momento stesso in cui riemersi,
la tavola mi colpì con la parte destra della poppa, due dita sopra l’occhio.
L’urto fu violento; non
persi conoscenza, ma mi lasciai cadere, e mi ricordo che fu come se
il tempo fosse stato al rallentatore.
Come se qualcuno avesse cambiato
pulsante in questo enorme videoregistratore.
Morgan corse in mio aiuto.
Avevo un taglio di 8 centimetri
sulla fronte, perdevo sangue, ero stordito e si stava gonfiando a vista
d’occhio.
Senza togliermi né muta né
calzari, mi caricò sulle spalle, e iniziò la lunga strada verso la macchina.
Lasciammo tutto li.
Mi ricordo solamente che premevo
forte sulla ferita una garza imbevuta di mercurio cromo che Morgan portava
sempre con se nel suo zaino.
Non ricordo quanto ci mettemmo
alla macchina, in alcuni tratti mi riprendevo, in altri no.
So solo che quando salii sull’auto
quasi svenni.
Dopo venti minuti ero nel pronto
soccorso del paese più vicino.
Mi chiesero cos’era successo,
e riferii che avevo battuto sugli scogli in una località diversa dalla
realtà.
Pensavano avessi subito un
trauma cranico, mentre c’era "solo" un taglio che necessitò di
10 punti di sutura e di un po’ di riposo.
Avevo voluto strafare, e la
Natura mi aveva punito.
Poteva andarmi molto peggio,
ma non fu così.
L’Onda volle farmi capire
che dovevo rispettarla come lei mi rispettava.
Che non dovevo cercare di sfidarla
oltremodo, e che dovevo godere di ciò che mi concedeva.
Eh si, fui fortunato. Tre centimetri
più in basso e ci avrei rimesso un occhio.
A casa arrivai come un reduce.
Elena mi strinse e mi coccolò.
Il giorno seguente mi riposai
e parlammo di ciò che era successo.
Furono i giorni più intensi
della mia vita.
Ora Elena è al mio fianco e
vogliamo avere un futuro assieme.
Io lavoro e attendo settembre
per tornare come si deve, nel mio secret spot e infine….Morgan,…
è li, in Sardegna, a meditare, ad accumulare esperienze che prima o
poi mi trasmetterà.
Nelle notti stellate lo chiamo
via mail, con il mio portatile e lui puntualmente mi risponde.
A presto Amigo e grazie per
avermi insegnato a rispettare il mondo circostante e ad amare Madre
Natura.
Marco Todescan
| Pasquale Paradiso | s/t |
l'uomo partorisce solo atomi,
nel vasto universo; si accontenta di percepire apparenze nell'eterna
disperazione di non conoscere il principio e la fine della vita
non ci teniamo mai fermi
al presente.Anticipiamo l'avvenire quasi fosse troppo lento a venire
,quasi per affrettare il suo corso
s/t . 0
.
nutrendomi
di insonni pensieri spero di stanare odiosi incubi che assalgono i
tanti incerti della vita.Vano è cercare nell'esteno folgore la propria
via di salvezza.La via per renderci invincibili è umiliarci e
metterci in gioco sempre e comunque altrimenti la nostra superbia
ci affosserà nelle più nere paludi.
s/t .1 .
l'intromissione del rispetto
ha sconvolto il fuoco funesto intramontabile del mio animo per lasciar
posto a sentimenti inebriati da soavi e dolci parole a cui si aggiungono
di volta in volta segni di dolcezza
i silenzi sono sicuramente
importanti ,riflettono in noi una volontà di concepire a fondo la
nostra intramontabile vita.vita è da considerare intramontabile in
quanto troviamo nell'amore e nel rispetto verso gli altri le
nostre ragioni di vita.D'altronde la vera contentezza è nel tenere
sempre presenti tali principi.Chi si allontanera potrà godere scontate
e irrisorie contentezze e non potrà contenere in sè dolci e soaVI
PENSIERI.
s/t . 2 .
infiniti mondi separano le nostre voglie di incredibile
e guardinga voglia di andare al di la' dei nosti ipotetici,seppur
come li definiamo,desideri.Sogno e certe volte me ne stupisco.Il mio
è un incredibile attaccamento al sogno,che lascia spazio ai tanti
bei sentimenti che si devono e si possono riportare in vita.D'altronde
esistiamo per afflato dei sentimenti che ci guidano dovunque .Esistiamo
per sentirli, dobbiamo solo stare attenti a sentirli.
s/t . 3 .
sogni,speranze,laconiche parole sono queste le parole
che accomunano il nostro sentire umano;ognuno di noi ha in sè questi
sentimenti che tardano a venir fuori forse perchè non idonei a vivere
nel mondo odierno.Eppure essi sono la base del nostro vivere.Difficilmente
si può scordarlo!
fondamentale è la vicinanza di un sospiro umano che non faccia mai dimenticare in noi la sottile linea che avvolge noi umani.Essa tesse e unisce ogni singola rete del nostro sentire e vedere e scorge in noi luce e gioia. | ventunonervi
|
|la semplicità
distrugge |
corse
fra sinapsi sgangherate
rassicurato
solo
nel vuoto
raffigurato
solo
dal niente
e quando sarò
viscere in terra
t’accorgerai
| n. n. |
il nostro abbraccio
si stringe lontano
da legno e dai marmi
perché non passa giorno
senza che il nipote
col fiore nero dentro
si tuffi nel tuo cuore
arreso e sconfinato
senza che ti chiami
a spargere sereno sugli schiavi
| Sally_C | io sono
più delle mie singole parti |
siamo così vuote
noi maschere noi avatar noi chizofreniche ombre ci alzeremo polvere e sputi s'impastano bene per dare nuove forme. siamo stati crisalidi batteri sporificati per resistere ma diventeremo figli della regina madre di alien. il mio doppio è più delle singole parti di me imparerete ad amarci vostro malgrado e se non saranno altari saranno baratri di cui aver paura a separarci! in nome dell'ozio, del nichilismo giocoso, della malinconia che morde dolcemente i calagni e non fa male. riprendo. i fluidi i nanositi son pronti sally_c serva ma alta come le prostitute sacre di Tanit terribile come Moloch display vivente lucida consolle. mail art virtuale n° 19b maggio
2003
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