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> Menu M.à.V. < issue #19: il.gesto.di.una.mano
]mail art" virtuale[
l'altra sera, ho visto il reading di uno scrittore. quasi per caso.
non era uno scrittore famoso, ma nemmeno un principiante.
non si trattava di un evento dal carattere snob o al contrario, bohème. l'ambiente intorno era semplicemente un luogo in cui accadevano delle cose.
inoltre, il reading era solo una parte degli avvenimenti della giornata. passata fra elaborate installazioni e note di musicisti estemporanei.
dentro il modesto teatro, seduto su di una poltrona tappezzata di velluto rosso.
osservavo quell'omino dalla faccia sofferta, le braccia tatuate, mentre recitava con enfasi la propria composizione, accompagnato da note e rumori digitali ideati da un collaboratore.
la pronuncia cadenzata delle parole altamente evocative, i suoni che creavano il giusto contesto su cui legare concetti e frasi, proiettando l'attenzione in una sorta d'ipnosi statica. i sensi dilatati. le informazioni che cadevano dentro, negli sguardi.
la sua mano nell'atto di girare le pagine. 
era questa la chiave.
lo si capiva da quel gesto quanto credesse alla storia che quella stessa mano aveva scritto e vissuto. dimostrando come le pagine di un libro possano racchiudere il senso di una vita.
quell'omino, in piedi di fronte ad un microfono, illuminato dall'unico faro nella sala, sotto l'esame degli occhi dei presenti, sosteneva il libro tascabile di cui era autore, con la sola mano destra, il dorso appoggiato sul palmo, il pollice fisso fra la piega delle pagine.
pollice che violentava il libro, forzandolo nella zona più intima e fragile. 
giunto all'ultima riga, la voce si interrompeva, lasciando spazio al gesto spontaneo dell'altra mano che girava la pagina.

sollevando lentamente un angolo, la mano portava rapidamente la facciata già letta dall'altra parte del libro, mentre l'indice accompagnava la pagina scorrendo sul bordo ed il palmo accarezzava la nuova facciata, pronta ad essere violentata anch'essa.
 
poi, terminato il rito, la voce riprendeva. 
fG 
 
 il.gesto.di.una.mano

| emo | tvl'a |
Tensione verso l'alto.
Aghi unti intrisi tra le mie labbra grondanti, feroci e incalzanti spintoni e urti spingono all'insù il mio dolore verificandone amaramente la mia tenera fragilità. Risaputamente sconquassato ma perfidamente me ne frego evitando la vergogna di chi mi deride dal nero fumo del mio camino. Anche da quello del vicino si odono stridule urla contorte e macinar di pelle umana dall'acre sapore torbido e bruciacchiato. Un colore mi pare di vedere: il rosso delle nostre grida congiunte al macabro aspetto della mia immaginazione, senza alcun togliere alla realtà denigratoria che mi circonda. Solo l'odore del flagello rimane sin dentro le mie ossa curve e cuneiformi. Mi muovo a rilento, striscio perdendo qua e là una due tre vertebre affumicate dai vapori acerbi del mio acido sudore. Nulla davanti a me mi si incrocia. Le mie dita al momento non trovano ostacoli, le affondo pian piano dentro a quell'amalgama sottostante il pavimento. Non mi par vero di poter muovere un sol muscolo alla volta. Un contorcersi di degradanti mura liquefatte al mio passaggio prendono vita e da esse appaiono tetre figure dalsol contorno umano ma dalle interiora ben visibili sin dai dismembrati visi: demoni deliranti che ascoltano beffardi i discorsi di noi umani e ne descrivono le gesta nei muri di cera giallo e nera che li trattengono in filamentose ed enormi sacchi pieni di sangue ribollente. Tra i tanti mi pare di vedere anche il mio.
Lun. 7 aprile 03 - 20.27 - 20.39 - Nicola.

| sandyshow |
Hanno raccolto il mio risucchio di capacità
contorte####...Mi hanno fatto danzare fino
all'alba@@@@non sapevano quando gli avrei vomitato
addosso**** Dopo tutto non sono che una portatrice di
pane++++ Una raccoglitrice di sperma- - - - Mi hanno
dato un lavoro onesto e non sono più capace di provare
sentimenti!!!!!Perche non uccido queste mani che
portano il peso%%%%% di anni psichedelici?????

| nemesis violet | il primo giorno d'autunno |
Non so esattamente quando tutto ciò ebbe inizio. Quel che ricordo…era il vago stillicidio di un rubinetto lasciato aperto nella stanza in penombra, oppure, ricordo i primi giorni dell’autunno.
 
Il fatto è….che c’era tutta un’atmosfera sulfurea, rarefatta….
Se solo potessi tornare indietro, mi sarei risparmiata la sofferenza di quel viaggio.
Sì, perché quel che avevo fatto l’avevo messo in conto sui disturbi del cuore, quelli che non ti fanno per loro natura ragionare…..
Ma quale egoismo…io non posso di certo avercela con i tuoi occhi, per avermi fatto così male….per aver creato in me quelle piccole rivoluzioni interiori, quelle che piacciono tanto quando sai di poter perdere la testa.Di null’altro mi importava o mi sarebbe mai importato da quel primo giorno di autunno.
Quel che ricordo……sono salita con te, ti ho seguito tenendoti per mano, ipnotizzata, come ubriaca…..Ebbra di te, o probabilmente del tuo sesso?
Oppure eravamo la stessa cosa in quel momento?Che cosa posso ricordare……….
Hai aperto quella porta. Dentro, ricordo perfettamente tutto. Mi ricordo la casa di tua moglie. Quel portafoto spoglio, con due cartoline (una mia) appiccicate. Quei mobili tutti intimi, tutti femminili, tutti di buon gusto.
E la tua camera, quella….quella che….Non il tuo letto coniugale, ma la tua stanza…….I tuoi cd, perfettamente allineati, in ordine, perfetti…..Quella foto lasciva ed indecente…I poster dei Joy Division, Kraftwerk e,….di SCHMERZ dei Kirlian Camera…
Il tuo stereo….
Quella musica, quella musica così tua………..perché non posso dimenticare nulla.
Ricordo quel bacio che fu l’inizio di tutto.
Mi hai preso, mi hai quasi strappato la camicetta….non potevamo essere più vicini, perché io riconoscevo il nostro stato di ebbrezza….mi ricordo quando hai strappato il mio reggiseno,  la tua lingua sui miei seni, scaldarli e bagnarli….ricordo…un’essenza, era quel DRAKKAR NOIRE, quella parola magica che mi stava inebriando….perché me la sentivo addosso, perché aveva accompagnato i miei giorni solitari pensandoti, i miei giorni de esclusa, da terzo incomodo, da messinscena, le righe sul mio diario e le lacrime, quelle che facevano male…
E tu eri lì. Era lì la tua anima, il tuo corpo, eri lì…perché lo eri???
Forse, soltanto per farmi male? Mi sono messa a quattro zampe, per te. Ho strisciato come una schiava…e l’ho voluto io…..e tutto questo PER TE.
Non avrei mai creduto che questa sarebbe stata la sola ed ultima volta in cui ti avrei avuto.Ti ho offerto la mia nudità e tu hai giocato a vedermi godere, per poi sparire.
 
Mi toglievi il fiato disperatamente, amor mio perduto…
Non ti dimenticherò mai, dovessero bastare queste poche righe a suggellare l’odore del tuo corpo che ancora porto addosso…
Assieme alle pugnalate dei ricordi che oramai sono solo fogli sbiaditi dal tempo, ma indelebili sanguinano nel mio cuore.
 
Ricordo i primi venti d’autunno, e te.
Potrei proseguire questa storia, cullata dalla falsa speranza di poterti di nuovo toccare..non so esattamente perché, ma sento la necessità di uscire da questa solitudine che mi divora…da questa tristezza che prosegue al di là di ogni apparenza.
Come Betty Blue, potrei cavarmi gli occhi con una forbice, pur di non vederti più, ma non servirebbe…..continueresti a vivere nel mio cuore..
 
Con quegli occhi così belli.
 
Io posso percepire, non come un’immagine, ma come qualcosa di vero. L’eterno susseguirsi del battito del mio cuore, in continuo movimento, PER TE.
Mi sto ingannando, lo so che lo sto facendo. Tutte queste continue allusioni a te, in ogni mentre, in ogni luogo…anche quando mi fermo un attimo, la mente continua incessante a riportarsi a quel primo giorno di autunno.
 
Perché?
Non mi importa niente di conquistare il mondo. Di distinguere il bene dal male, come mi insegnarono a fare un po’ di tempo fa, a scuola. Ormai io non so più cosa sia bene, e cosa sia male.
Mi sto distruggendo da sola, e me ne accorgo.
Perché TU rappresentavi il VERO AMORE, l’ILLUSIONE DISTRUTTA.
Anche adesso.
Anche adesso che sono passati dei mesi.
Mi sembra di sentire il tuo odore.
A volte ti chiamo, solo per sentire il suono della tua voce.
Dovesse essere anche un insulto, non me ne importerebbe.
Trama di desiderio bastardo.
Qualche volta posso anche immaginare di sentire il tuo respiro. Mentre dormi, di placare la tua solitudine, di sentire la tua anima in me….

| ivoson | quello che credeva di sapere tutto |
mi piaceva sapere tante cose.
guardare la gente assuefatta dalla mia voce.
 
sapiente-
eloquente-
elegante-
 
studiavo- - studiavo, notte e giorno.
per far pandere
burattini dalle mie labbra
per farli sentire inutili
 
(dovevo avere tutte le risposte)
 
un giorno.
un giorno scoprii
che non c'era più nulla da imparare
più niente da studiare.
da acquisire-
più nulla poteva stupirmi.
 
(sapevo già tutto quello che c'era da sapere)
 
quel giorno.
quel giorno io morii.
 
.decisi allora di raccontarmi una storia.
una storia
di un ragazzo
un ragazzo con le croste in testa
un ragazzo a cui prudeva tutto il corpo
 
a causa di una strana allergia.
 
(causa sconosciuta)
 
si grattava
sempre:
 
la testa-
le guance-
le cosce-
il culo-
la schiena-
il torace-
le braccia-
 
le sue spalle si coprivano di ciò che poteva sembrare forfora
 
il suo corpo si macchiava di puntini.
puntini che come la stessa forza che li generava spurgavano sangue.
 
questo ragazzo non sapeva niente in confronto a me.
non studiava.
nessuno pendeva dalle sue labbra.
 
anzi-
 
lui, odiava la riproduzione della sua voce.
lo infastidiva sentirla.
 
ogni tanto si fermava e si vergognava del suo comportamento.
anche se non c'è nera alcun motivo.
 
(non sapeva niente in confronto a me)
 
ma era intelligente
 
scriveva nel vuoto-
leggeva sull'aria-
 
sapiente di un educazione comune.
interpretava la notte.
 
i suoi pensieri migravano senza meta verso un luogo caldo
un luogo caldo
che fra le pareti del suo cranio non avrebbero  mai trovato
 
(non sapeva niente in confronto a me)
 
leggeva i libri.
 
ci provava.
 
corrugava la fronte
guardava scorrere il paesaggio
si grattava dietro l'orecchio destro
e trovava scontate le righe che aveva letto.
 
sembravano poche le cose in grado di emozionarlo.
cercare cose piccole.
piccole vite
in posti in cui non riusciva a scorgere la fine.
 
cercava di creare suoni
 
(odiava il suono della sua voce)
 
e quelli che gli sembravano abitudinali lo infastidivano
 
(non sapeva niente in confronto a me)
 
guardava.
era spinto da una curiosità di nuovo.
sembrava che scorgere particolari
a cui nessuno badava
lo riempisse...
 
(forse era cosi)
 
gli piaceva guardare allo specchio
il fumo uscire dalla sua gola.
 
amava tutti i colori
ma vedeva solo in bianco e nero.
 
i suoni che non sentiva
erano i suoi preferiti.
 
michele
 
(questo è il nome che ho voluto dargli)
 
(michele non sapeva niente in confronto a me)
 
michele
aveva un migliore amico
un amico che amava ed ammirava
ma che non faceva altro che deluderlo
prometteva
e chiedeva scusa
 
(a michele sembrava di doverne molte di scuse...
a tante persone)
 
michele
voleva ciò che non poteva pretendere di avere.
 
persone troppo diverse da lui.
 
(era per questo...)
 
bramava opzioni troppo erte e costose per le sue tasche.
 
fumava un pacchetto di sigarette al giorno
fumava guardando l'altezza delle nuvole
          quando parlava
          quando beveva
          quando si grattava
          prima di mangiare
          dopo aver mangiato
 
(ma come tutti quelli che fumavano era consapevole; e voleva smettere)
 
michele
non aveva amici oltre al suo migliore amico
e per questo
perché era solo
stava male
e gli costava caro dimostrare il contrario.
 
(michele non sapeva niente in confronto ame)
 
michele
aveva delle crisi
delle crisi di ansia
gli prendevano sfumando verso l'alto
 
(ma sempre quando era da solo)
 
mentre guidava
mentre era a letto
mentre creava suoni.
 
questa crisi
velocizzavano ciò che lo circondava
e amplificavano i rumori
aumentavano di velocità le sue percezioni sensoriali
 
si sentiva lento
avvolto da rumori nauseanti e fortissimi
le mani
 
(se stringevano un oggetto)
 
gli formicolavano
e lui non capiva più le dimensioni di ciò che stringeva
 
sembrava mutare tra le sue dita.
 
si sentiva lento
allora michele
pestava i passi
e faceva tutto più velocemente
per stare al passo con ciò che lo circondava
i suoi movimenti diventavano scattosi e nevrotici
 
si chiedeva dentro di se:
 
"se qualcuno mi vede,
penserà che io abbia tanta fretta
e forse che ho dei problemi."
 
prima di rendersi conto che la sua velocità
la sua frenesia era del tutto normale
i suoi movimenti avevano l'armonia di un comune essere umano.
 
erano le sue percezioni alterate.
 
poi con la stessa sfumatura con cui gli venivano se ne andavano.
 
(michele non sap...)
 
amore:
una volta una ragazza disse a michele
che lui non poteva stare assieme a nessuna
senza farla soffrire.
lui pensò molto a quello che gli disse questa ragazza.
 
se ne stava a casa a grattarsi e a pensare a quelle parole.
 
poi capi che si era innamorato di quell'affronto
 
ma la ragazza se n'era andata.
 
e lui la bramò consapevole di non poterla avere
 
(e forse non lo voleva nemmeno)
 
non ostante ciò continuava a grattarsi
cercare di creare suoni
piccole vite
leggere
fumare
 
un giorno michele morì
 
ho fatto morire michele.
ho smesso di raccontarmi una storia
invidiavo quello che avevo creato
le situazioni che non ho vissuto
e che potevo creare per me
 
so tutto ma non ho ancora scoperto niente
michele scopriva ogni giorno il suo sorriso.
 
ora.
a volte.
quando qualcuno mi fa una domanda
fingo di non conoscere la risposta.
 
prendo a camminare e mi pongo sempre le solita domanda:
......??????????????????????????????????????????'??

| marco todescan | terza parte |
 
per motivi di spazio, la terza ed ultima parte del racconto di MT, vi sarà consegnata da MaV nei prossimi giorni.

| pun_c_k | nuovo mp3 |
"melancholy[sm] mp3"
contenuto sulla nuova compilation
di homemade avantgarde records:
on how a picture can sounds [har.mp3.002]
 
è finalmente online la compilation "on how a picture can sound".
12 brani INEDITI di:
 
_tottemo godzilla riders (it/np)
_e.g.0. (it)
_luca sigurtà (it)
_strotter inst (ch)
_mouses and sequencers (it)
_differnet (sw)
_maxanto (it)
_mou, lips! (it)
_d. (it)
_punck (it)
_sawako (np)
_ent+demis da rold (it)
 
ciascun brano è ispirato ad un'opera d'arte; nessun vincolo tranne la staticità dell'opera stessa.
si va di delicati toni di differnet alle voci loopate dei tottemo godzilla riders, dalle chitarre dei maxanto al pianoforte di eg0.
nel booklet troverete tutte le opere d'arte che hanno ispirato i partecipanti.
tutto è liberamente scaricabile e ridistribuibile.
grazie dell'attenzione:

| illa b.king da silva | la malvagità dell'uomo |
ESSERE MALVAGI CONSAPEVOLMENTE: infliggere dolore,prevaricazione,pene indicibili agli esseri più deboli (bambini,animali).
Sono da un anno volontaria dell' Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), la nostra sezione è molto attiva e si impegna a combattere ogni giorno contro maltrattamenti, abbandoni...
Molti si fermano e con piglio stronzo dicono "AAHH!!! Pensano alle BESTIE e non alle persone!" Io sono donatrice di sangue, ho adottato una bimba di 9 anni a distanza in Brasile e quando posso invio del denaro ad un missionario in Mozambico che assiste i bisognosi di cure mediche.
Le vere BESTIE sono da ricercare negli esseri UMANI.
Metto vivisezione e pedofilia sullo stesso piano, è fare violenza gratuita a creature innocenti.
Quante volte le "cavie" si chiederanno perché stanno facendo loro tutto quello che fanno... E ne fanno tante, ma tante... Addirittura la L'Oreal (Lancome) ha arrostito VIVI dei topolini per testare i loro abbronzanti. Fissati con del nastro adesivo e avvolti in carta stagnola dopo avreli rasati ed applicato il prodotto.
Per non parlare del caffè (alcuni lo testano iniettandolo sui gatti), dei detersivi...
Bloccano la testa dei conigli al di fuori della gabbia per vedere l'effetto degli shampoo o di un collirio. Non si può stropicciare gli occhi con le zampette e immaginatevi voi se brucia, tutto ciò addirittura senza alcun tipo di anestesia (MERDOSI), poi...Dopo gli esperimenti, se sono ancora vivi, gli uccidono. Un test dura anche una settimana, dove fanno di tutto.
ESSERE MALVAGI INCONSAPEVOLMENTE: utilizzare a nostra insaputa prodotti testati su animali.
BOICOTTIAMOLI IL PIU' POSSIBILE!!!  fermiamoli !!!!
E' più facile di quanto possa sembrare, io lo sto facendo da molto.
Richiedete in libreria il libro "GUIDA AI PRODOTTI NON TESTATI SU ANIMALI", autrice Antonella De Paola, edizioni Cosmopolis ( Euro 10,33 ) pp.166, o visitate il sito >enpa.sv.it<, ve lo invieranno a casa con un piccolo contributo di spese postali ( 2 euro ). Il ricavo verrà devoluto agli animali in difficoltà, essendo il libro redatto da una nostra collaboratrice volontaria.
Vedrete che molte aziende testano anche in maniera molto violenta i loro schifosi prodotti. Non solo, descrive anche le holding ecc. che rilasciano sostanze inquinanti o che sfruttano il lavoro anche minorile nelle zone del Mondo più povere a basso salario e senza protezione sindacale.
Se odiate lo sfruttamento di tutto questo, niente ha più valore della parola: BOICOTTAGGIO.
Le aziende, se calano le vendite saranno costrette finalmente a smettere di fare certe porcherie!
Pensate ai vostri animali di casa tanto amati, se fossero finiti nelle mani sbagliate...
Non chiudiamo gli occhi di fronte a tanta sofferenza... ORA BASTA !!!
Grazie a tutte le persone che vorranno dire con me... ORA BASTA !!!

| links |
>tanderion.tk< : laboratorio virtuale sperimentale.
>airporthouse.org/mp.html< : reading sonori di Matteo Padovan.
>ledimoredellamemoria.it< : il cantastorie della maremma toscana.
>www.enterozine.too.it< : fanzine virtuale. (ci siete dentro!!)
>criptarecords.it/mailart.html< : alla voce "2a biennale di arte & anarchia 2003 ", il contributo de ilsangue+emo.

mail art virtuale n° 19  maggio 2003