| comunicazione giuntaci da Cuneo, che volentieri pubblichiamo : |
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È di nuovo stagione di caccia
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La caccia al terrorista è aperta. Ed è
una caccia senza quartiere, che arriva fino alle nostre sonnolente cittadine.
Posti di blocco, divise e controlli ancora più invadenti, come
se già normalmente non molestassero abbastanza le nostre giornate.
Ma la situazione è troppo grave e, ci dicono, dobbiamo sacrificare
un pò di libertà tutti quanti in nome della sicurezza
e del ritorno alla pace e alla normalità. Ma di quale pace ci
parlano? La pace dello sfruttamento e della diseguaglianza, della gente
che crepa di fame in ogni angolo del pianeta? La normalità della
vita e della natura immolate sull'altare del profitto? Il quieto vivere
delle prigioni, delle torture e degli omicidi di Stato? Coperti dall'ipocrisia
più oscena e complice, i guardiani di quella pace mostrano i
denti ai loro nemici, siano essi i fautori di una guerra santa venuti
da chissà quale misterioso paese, o pure gente di casa che non
nasconde la propria ostilità verso le brutture di questa società-galera.
Così gli anarchici vengono portati agli onori della cronaca per
mezzo di un'ennesima indagine giudiziaria, con tanto di decine di perquisizioni
ed avvisi di garanzia, organizzata dal pm Dambruoso della procura di
Milano. Questa volta li si accusa di avere costituito l'associazione
sovversiva dal nome "Solidarietà Internazionale", sigla
con cui sono stati rivendicati alcuni ordigni esplosivi (ad esempio
quello posato nel dicembre scorso tra le guglie del duomo di Milano)
che, seppur non esplodendo, hanno richiamato l'attenzione di tanti "distratti"
sulla cruda realtà dei regimi speciali a cui migliaia di uomini
e donne sono costretti nelle galere di mezzo mondo. Certo, nulla di
nuovo, a parte l'attenzione rivolta dai media ad un'operazione repressiva
che, per quanto si stesse preparando da tempo, casca come un jolly a
dimostrare l'efficienza dello Stato nel fare fronte all'emergenza del
momento. Col clima che c'è, parlare di terrorismo in questo periodo
"tira" più che in altre occasioni in cui siamo stati
ugualmente indagati, perquisiti, arrestati o costretti alla latitanza.
Persino vari settimanali locali, sebbene con ben poca fantasia professionale
abbiano riportato tutti pari pari la stessa velina della questura, danno
notizia di due perquisizioni a Cuneo ed una nel Monregalese. Bene, prima
che magari tutto cada nel silenzio, vi anticipiamo noi le conclusioni
a cui arriveranno gli investigatori dopo aver passato al vaglio le tonnellate
dei soliti volantini,scritti, lettere ed effetti personali che hanno
portato via dalle nostre case. Il crimine che fa da comun denominatore
tra gli individui e le realtà colpite dall'indagine si chiama
solidarietà verso chi è ostaggio della repressione. Si
chiama complicità nelle mille maniere e forme in cui può
esprimersi la lotta alle nefandezze compiute in nome dell'autorità
e del Capitale. Di queste idee, e dei tentativi di concretizzarle che
ne sono la coerente conseguenza, noi facciamo il nostro tesoro. Se questa
indagine vuole essere un'intimidazione rivolta a tutte quelle forze
che negli ultimi tempi stanno dando voce ad un ampio sentimento di ribellione
alla prepotenza del Potere, noi ribadiamo la necessità di darsi
da fare, in prima persona e con quanti strumenti e metodi ciascuno ritenga
opportuni e consoni alla propria indole, affinché sempre più
incisivo e variegato scorra un percorso di lotta e di reale liberazione
sociale.
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gli indagati - anarchici alpigiani
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