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in tutti i brani, i testi sono di davide. prevalenza di nero ha la frase più simpatica del mini cd. e quel piano elettrico che senti all'inizio del brano, lo percuote davide. tutti gli arrangiamenti di chitarra del disco sono di enzo e davide. icaro sounds like a cavalcata. the final part è di robi, naturlich. scatole non sono scatole, veramente. è un vecchio pezzo di robi nei 102 truffe, ma with a different testo e completamente re-arranged. prova a entrare in queste stanze, la musica che senti è dei cgb tutti: puoi gridare finchè vuoi che..'mi cerco in un altro posto ancora'. il giro di chitarra di tosca, il piccolo cagnetto che se n'è andato, è di beck. Toscanini (così si chiamava) ora ha campi senza confini per correre e correre e correre...

lo abbiamo registrato da Thomas a Torre Paponi (IM) i primi giorni di maggio 2006. Poi ci ha pensato Enzo a mixarlo, mettendoci del suo. in tutto mi pare 35 ore... hehehe..una volta ci mettevamo due ore a registrare 10 pezzi e due ore a farceli mixare.

Lorenza e Thomas ci hanno offerto una cena strepitosa. Andrea è cresciuta incredibilmente. Come passa il tempo. Bèh..meglio di così non si poteva. A tutti quelli che gli capiterà di ascoltarlo: se ci fate sapere cosa ne pensate, sarà una bella cosa per noi.

A produrlo ci aiutano alcune realtà della Cospirazione D.I.Y. : Infoshop Red Zeppelin, Casa Perno, Dying DIY, Hands Off Rec., CiMinaccia Rec.

in stanze i cgb li senti cosi':
beck_chitarra
davide_voce, additional chitarre
robi_basso
enzo 'rotox'_batteria, additional chitarre, voci


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Written by Scott - www.strangereaction.com
Sunday, 05 November 2006
CGB
Stanze EP
cospirazione DIY
One of the better bands I've never heard of, CGB (Crime Gang Bang) started out in 1987 and have been pushing forward ever since. I admit to not being as aware of Italian hardcore as North American, but this is some good shit. Their latest EP, "Stanze", is 5 tracks of polished old-school hardcore with some odd musical inserts including the opening track's piano and some slower rhythm sections that jump back into a thrash beat out of nowhere. This record is currently on repeat at my house, short but great. I'll definitely be seeking out their older records.

recensito da [Simone] su www.lamette.it
Diciamo innanzitutto che questa probabilmente è la miglior produzione del gruppo, insieme al precedente "I giorni della merla", con la differenza che Stanze è praticamente un concept. Per voi ignoranti: leggi un insieme di brani che si completano e si compensano musicalmente e soprattutto liricamente a vicenda, essendo ogni numero in scaletta la prosecuzione di una tematica comune a tutto l'album. Stanze come luogo del ricordo, zone franche dal tempo perché testimoni del tempo; dunque connessioni tra passato e presente, partenze e arrivi, vita e morte in senso simbolico e non, quattro mura dove trovare il coraggio e la forza di ricominciare/continuare.

5 tracks di puro hardcore old school come sempre dal sound molto Indigesti/Sottopressione, ma con dei testi decisamente meno ermetici e più schietti nella loro introspezione. Pezzo preferito, la title track, che non posso fare a meno di citare:

"Tremo, piango, non dimentico, mi cerco in un altro posto ancora, senti i miei occhi spenti, guardo con mani tremanti, mi cerco in un altro posto ancora".

Consigliato come il pane a chi come me rimpiange una maniera più personale e meno sloganistica di fare dischi hc, mettendo a nudo contraddizioni e incertezze che ne umanizzano i solchi. Kina semper docet.
testi:
01 prevalenza di nero
ancora una volta, ancora una volta
ho segnato questa mia pelle, inciso
per sempre con inchiostro indelebile,
che resti per sempre nella carne
e nella testa, che a volte dimentica.
la guardero' con amore e odio,
questo sentimento a volte positivo,
a volte. odio per tutte le cose
che non vanno e che non sono
andate diritte. rallenti e fermi
le esplosioni, e vedo le cose
sotto un'altra luce, piu' chiara in
tutta questa prevalenza di nero.
e' il miele amaro dell'incertezza che
scava e fa sanguinare, ma cio' che
ne esce e' dolce caldo sangue
in tutta questa prevalenza di nero

02 scatole
benvenuto nella stanza dei ricordi
benvenuto nella stanza dei miei ricordi
tra scatole di cartone marroni
che sanno di viaggio, d'abbandono, di mai più.
scatole che contengono ricordi
ammucchiati uno sull'altro
scatole che accolgono momenti
che non torneranno.
scatole per metterci dentro com'eri
com'erano i suoni e i colori,
e come erano gli altri.
tengo tutto qui vicino a me, stretto,
per paura di perdere l'appartenenza
a qualcosa che è volato via.

03 icaro
sempre in quella stanza,
ancora una volta lontano da te,
sento quegli odori,
mani tese, occhi rossi su me,
ancora una volta ancora una volta sceglierai...
respira...
quanti spilli, quante lame
certe lingue son come rasoi
quante false condizioni
quante rapide conclusioni
pugni stretti ma non troppo
lascia aperta la porta che sai
alza il mento, occhio al vento
e alla tua ingenuitą
ali slegate ora hai,
che buon vento ti accompagni.

04 tosca
inutili sono le mille spiegazioni
di un camice verde
quando hai deciso oramai di partire
senza senso sono gli sforzi e le domande
quando stai già pensando ad un altro posto
lontano da qui
vani i vari potevo fare così
quando i tuoi occhi sono proiettati oltre
ultimo ricordo un muso senza denti
una coperta d'astronauta
e il freddo acciaio attorno a te.
cambiamenti nell'aria,
stanze si svuotano,
capelli grigi che cadono
lacrime da occhi rossi s'infrangono.

05 stanze
stanze che odorano d'identità
rubate a qualcun altro - apparteniamo
a cio' che circonda, avvolge, parte
di noi stessi - sospesi - e forse
in ogni posto.
stanze protette da chimere
che si alternano indisturbate
pronte a partire verso un altro posto -
l'orientamento vacilla su occhi sgranati.
stanze che è come immergersi,
venirne fuori, non essere più qui
tremo, piango, non dimentico, ci provo
mi cerco in un altro posto ancora.
senti i miei occhi spenti
guardo con mani tremanti
mi cerco in un altro posto ancora.
potete richiedere il cd "stanze" a noi direttamente